All’età di 87 anni, durante la sua detenzione presso il carcere di Opera, è morto l’ex boss di Cosa Nostra Nitto Santapaola.
Dopo la morte di un carcerato risalente a qualche settimana fa, un’altra vita si è spenta dietro le sbarre. Questa volta, all’età di 87 anni è scomparso Nitto Santapaola, noto per essere stato uno dei boss più sanguinari di Cosa Nostra.
Come riportano i principali organi di stampa, l’uomo si trovava in carcere dal 1993, dopo circa 11 anni di latitanza portata avanti per sfuggire alle autorità. Le sue condizioni di salute erano precarie già da parecchio tempo, le quali si sono aggravate proprio negli ultimi giorni.

Chi era Nitto Santapaola
Oltre al suo periodo pluri decennale di latitanza, l’ex boss di Cosa Nostra era noto per essere stato il mandante di numerosi omicidi. In particolare, l’attentato del maggio 1992 messo in atto a Capaci, durante il quale morirono Giovanni Falcone, sua moglie e gli agenti della sua scorta.
Stretto alleato di Totò Riina, l’uomo scomparso venne ritenuto a sua volta il responsabile di un altro omicidio. Ovvero quello del giornalista Pippo Fava, avvenuto a Catania nel 1984. La sua latitanza cominciò nel 1982, per poi venire arrestato nel 1993 mentre si trovava nei pressi di Mazzarrone.
Nonostante i tanti anni di galera alle spalle, l’ex boss mafioso non esaurì affatto il suo potere e la sua influenza in seguito alla reclusione, anzi. Venne accusato in più occasioni di continuare ad occuparsi del suo clan anche da dietro le sbarre, motivo per cui gli vennero negati gli arresti domiciliari.
L’aggravamento delle sue condizioni di salute
Così come gli vennero negati gli arresti domiciliari, venne rigettata anche la richiesta di trasferimento in una struttura medica per via del suo stato di salute. Santapaola era infatti affetto da parecchio tempo da una grave forma di diabete, la quale sembrerebbe essere peggiorata proprio negli ultimi giorni.
Ciò ha portato ad un’altra richiesta di trasferimento in ospedale, per poi notificare la sua scomparsa.